Omicidio colposo. E’ questa l’accusa con cui il Tribunale di Siracusa ha condannato il camionista Angelo Brunetto. Secondo la sentenza emessa nel processo celebrato in udienza camerale dal gup, Vincenzo Panebianco, il camionista di Licata, causò l’incidente che provocò la morte di Alfio Pagano e del figlio Sebastiano.

Il giudice ha dunque ritenuto colpevole Angelo Brunetto, 56 anni, difeso dall’avvocato Rosario Magliarisi, infliggendogli la pena di sei mesi (pena ridotta per il rito abbreviato). La pena è stata sospesa in quanto Brunetto non ha precedenti penali. Lo stesso dovrà anche provvedere al pagamento delle spese processuali. Ci sono volute ben cinque perizie, oltre alle consulenze disposte dalla Procura di Siracusa, per accertare le responsabilità del camionista e scagionare le vittime per il cui processo si sono costituiti come parte lesa i familiari, tutti prossimi congiunti e difesi dall’avvocato Giuseppina Messina. Secondo la ricostruzione processuale, quella mattina dell’11 settembre 2007, alle 5,45, Alfio e Sebastiano Pagano erano diretti presso il podere di contrada Castellana e si erano fermati all’incrocio tra la Sp 197 e la S.S. 385, in contrada Serravalle-Fico, in territorio di Lentini, quando furono “agganciati” dal rimorchio dell’autotreno Fiat Iveco 190 che proveniva da Palagonia in direzione Catania. L’autista, che procedeva con il mezzo vuoto, complice anche l’assenza di pubblica illuminazione, particolarmente importante nell’ora ancora notturna, si sarebbe accorto in ritardo dell’auto (una Renault Modus) ferma, prima della linea dello stop e nell’estremo tentativo di evitare l’impatto con la motrice ne causò, invece, quello con il rimorchio. Con la sentenza emessa, il giudice ha riconosciuto alla parte offesa il diritto di richiedere la quantificazione del danno economico presso il competente tribunale civile.
LORENZO GUGLIARA



